Dare forma a uno spazio al tempo stesso identitario e adattabile, capace di modellarsi sulla base di esigenze diverse e mutevoli: questo l’obiettivo che ha guidato l’intervento di Fendi, in collaborazione con Politecnica, per la ristrutturazione dello storico edificio aziendale nel distretto Tortona di Milano. Un progetto che nasce da un approccio integrato, in grado di interpretare e riscrivere un’architettura stratificata, ricca di memoria, coniugando la sua eredità artistica e industriale con le nuove necessità operative, scenografiche e comunicative del brand. L’edificio di via Solari nasce come sede industriale di turbine elettriche – l’antico complesso Riva&Calzoni – e diventa nel 1999 studio e spazio espositivo dell’artista Arnaldo Pomodoro, del quale conserva alcune opere significative. Questa stratificazione complessa tra industria, arte e moda diventa fervido motore progettuale dell’intervento.
Lo spazio, composto da due corpi con altezze interne di 9,4 e 14,7 m, è organizzato formalmente attorno a tre distinte aree funzionali – il backstage-atelier, l’area per le sfilate e gli uffici permanenti – immaginate come tre blocchi indipendenti, collegati da una passerella panoramica sopraelevata. Elemento cardine è la Torre Backstage, sviluppata su più livelli, concepita come dispositivo versatile capace di accogliere la catwalk, la lineup di modelli e modelle, l’atelier per i ritocchi sartoriali e lo showroom, adattandosi alle diverse fasi dell’evento moda.

Il vocabolario materico e cromatico risponde a una precisa volontà di flessibilità compositiva e scenografica. Il bianco, affiancato a una palette di toni neutri e chiari, definisce lo spazio come contenitore aperto, pronto a trasformarsi e a essere liberamente reinterpretato. Un contenitore che mantiene in vita il proprio passato: l’eredità industriale rimane leggibile nelle scelte materiche e costruttive, nell’uso estensivo della carpenteria metallica e del vetro, così come nella calibrata alternanza tra demolizione, conservazione e trasformazione. Materiali come il marmo travertino e i tappeti di pregio richiamano il linguaggio estetico delle boutique Fendi, definendo interni che, nella loro essenzialità, fanno eco al lusso sobrio e concettuale che contraddistingue il marchio.
L'intervento risponde con grande efficacia alle esigenze di un sistema semantico complesso come quello della moda, in cui la trasformazione stagionale è strutturale e l’adattabilità diventa un requisito implicito. La progettazione si distingue proprio per l’attenzione verso l’esperienza di fruizione e i suoi attori umani: ne è esempio la cura degli aspetti acustici, risolta attraverso l’impiego di pareti vetrate ad alto isolamento e materiali fonoassorbenti. Parallelamente, il progetto integra una visione orientata alla sostenibilità, attraverso soluzioni, materiali e tecnologie pensate per ridurre l’impatto ambientale dell’edificio lungo l’intero ciclo di vita. Un approccio supportato dalla progettazione BIM, che ha consentito un controllo puntuale e trasversale di tutte le fasi. Questa sovrapposizione tra innovazione e memoria costruisce uno spazio dal forte carattere comunicativo, capace di accogliere e amplificare una complessità immaginativa e ideativa in costante evoluzione e ridefinizione.
Luogo: Milano
Committente: Fendi
Completamento: 2025
Superficie lorda: 6.420 m2
Concept e progetto preliminare: Fendi Architecture Department
Progetto architettonico: Fendi Architecture Department, Politecnica
Appaltatore principale: Raggruppamento Temporaneo di Imprese: Promo (Capogruppo), Euroedil, MA.PI. Impianti, Tofi Impianti Elettrici
Consulenti
Project Manager: Studio Tecnico Associato Poletti Ronconi
Coordinamento sicurezza in fase di esecuzione: Gruppo I&S
Certificazione LEED: FGB Studio
Progettazione antincendio: STZ - Studio Tecnico Zaccarelli
Pratiche edilizie: AL14
Fotografie: Delfino Sisto Legnani - DSL Studio, courtesy Politecnica
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